Alessio Del Vecchio da Roma su allarme coldiretti

Coldiretti lancia l’allarme: corsa agli acquisti favorisce gli sprechi alimentari. Ma crescono le iniziative alimentari a sostegno della fasce più deboli. Ce ne parla il blogger Alessio Del Vecchio da Roma.

Da una recente statistica pubblicata da Coldiretti/Ixè è emerso come il 38% degli italiani, dunque 4 su 10, abbia fatto un’autentica corsa agli acquisti di alimenti e bevande, temendo di non trovare più scorte disponibili sugli scaffali a causa della pandemia Coronavirus. I dati diffusi da Coldiretti/Ixè fotografano, dunque, i dati del commercio al dettaglio dell’Istat nel corso del mese di febbraio, da cui è stato possibile notare un’impennata record negli acquisti alimentari pari all’8,2%, con i discount che hanno fatto registrare picchi del 9,6% e i supermercati punte del 9,9%. Anche nei piccoli esercizi commerciali e nelle botteghe c’è stato il pienone, con un aumento del 5,3% delle vendite. Coldiretti ha comunicato che il trend ha subito un incremento importante nel mese di marzo e, dunque, con il diffondersi della pandemia e delle norme restrittive di circolazione. In particolare, le vendite presso gli esercizi commerciali di alimentari al dettaglio sono aumentate del 19%; al contempo, le consegne degli alimenti effettuate a domicilio hanno subito un incremento pari al 90%. Infatti, l’obbligo di restare a casa non ferma gli italiani, poiché 1 su 3, il 30% dunque, va a fare la spesa almeno ogni 72 ore. Questa corsa all’acquisto ha portato ad un accumulo di alimenti nelle dispense casalinghe. Scendendo nel particolare, ricorda Alessio Del Vecchio, gli alimenti maggiormente acquistati sono stati: il 26% di pasta, riso, e cereali; il 17% di latte, formaggi, frutta e verdura; il 15% di prodotti in scatola; il 14% di carne e pesce; il 7% di salumi ed insaccati ed, infine, il 5% di vino e birra. Si tratta, certamente, di una condotta poco virtuosa per la salute, poiché appuntamenti troppo ravvicinati con la spesa aumentano le file davanti ai punti vendita. Inoltre, lancia l’allarme la Coldiretti, questo atteggiamento incoraggia la speculazione e gli sprechi alimentari, da evitare sempre e, ancora di più, in questo particolare momento di emergenza per il paese. La corsa all’acquisto degli alimenti ha messo a dura prova gli oltre 3 milioni di italiani che lavorano nella filiera del comparto alimentare, nelle campagne, nelle industrie, nei trasporti, nei negozi e nei diversi punti vendita. Stando ai dati diffusi da Coldiretti, si tratta di una situazione che coinvolge il 25% del Pil, pari a 538 miliardi di euro, frutto del lavoro di 740000 aziende agricole, 70000 industrie alimentari, 230000 negozi delle diverse categorie. E’ ancora Coldiretti ad evidenziare come “l’aumento esponenziale della domanda ha mandato in tilt il sistema di consegne a domicilio della grande distribuzione con un allungamento dei tempi e difficoltà per i cittadini con maggiori problemi ad uscire da casa”. Proprio per questo motivo, evidenzia ancora Coldiretti, le aziende agricole “hanno avviato appositamente la fornitura dei prodotti agricoli direttamente alle famiglie, senza intermediazioni”. Infatti, Coldiretti ha come obiettivo principale correre in aiuto degli anziani, dei malati e dei più bisognoso, garantendo a queste categorie più fragili “la spesa alimentare direttamente dai contadini con prodotti freschi e di qualità”. A tal proposito, sul sito www.campagnaamica.it è possibile conoscere le molte iniziative promosse dalle diverse regioni d’Italia, grazie al  coinvolgimento di circa quattromila aziende agricole che, informa sempre Coldiretti “nell’ultima settimana hanno effettuato 700mila consegne della spesa contadina”. Infine, Coldiretti precisa che si tratta “di prodotti locali, a chilometri zero, nel rispetto della stagionalità che non devono percorrere grandi distanze prima di giungere a tavola e sono quindi più freschi”. Per maggiori informazioni accedi alla nostra area riservata o contatta la redazione nel modulo dedicato.